Taormina Arte, in scena Interference: il corpo si fa vibrazione al Teatro Antico

Interference in scena il 24 settembre a Taormina

Nuovo appuntamento con il cartellone eventi della Fondazione Taormina Arte Sicilia. Il 24 settembre alle 21.00, al Teatro Antico di Taormina, arriva Interference, progetto di DT Junior Ballet con le coreografie di Alessandra Scalambrino e le musiche dal vivo di e con Puccio Castrogiovanni.

IL CORPO, IL SUONO, IL PUBBLICO

In scena Desy Falletta, Rachele Masciocchi, Giuseppe Scroppo e Alessandro Bonacina, protagonisti di un progetto creato ad hoc affinché chi guarda diventi parte integrante dello spettacolo. È proprio il rapporto con il pubblico il cuore di Interference: gli spettatori siedono a diretto contatto con i performer, in un’esperienza intima e immersiva nella quale presenza, corpo e vicinanza diventano elementi della stessa azione scenica. “Interference” non è una coreografia da osservare, ma una vibrazione da accogliere. Un incontro ravvicinato in cui il corpo, privato della parola, si fa testimonianza e la distanza tra chi danza e chi osserva si annulla.

UN LABORATORIO A CIELO APERTO

A dialogare con i danzatori è la partitura sonora originale di Puccio Castrogiovanni, eseguita dal vivo, che accompagna in tempo reale la tensione della performance, amplificando il battito e la vulnerabilità dello spazio condiviso. La millenaria pietra del Teatro Antico smette così di essere un semplice palcoscenico per trasformarsi in un laboratorio emotivo a cielo aperto, dove la memoria del luogo si fonde con la contemporaneità del gesto. I quattro danzatori si muovono come atomi in costante collisione e attrazione, rompendo la sacralità della quarta parete per cercare lo sguardo e il respiro di chi siede a pochi centimetri da loro.

IL RITMO DEI CORPI

In questo corto circuito sensoriale, il ritmo dei corpi si fa respiro collettivo e ogni esitazione o slancio muscolare diventa visibile, tangibile, quasi doloroso nella sua disarmante verità. L’evento si configura come un unicum nel panorama coreutico attuale, un invito a ridefinire i confini della percezione teatrale. Il pubblico non è più un testimone passivo del dramma, ma una componente essenziale e attiva della drammaturgia stessa. Resta solo l’essenza dell’arte: un’interferenza pura e necessaria tra anime che si riconoscono attraverso il movimento.

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